Due anni di Bized Photozines ad Inferno Store

opere in mostra fino al 2 marzo

Sabato 16 febbraio festeggeremo il secondo anno di attività di BiZed Photozines ad Inferno Store – Roma. Durante l’evento gli spazi espositivi ospiteranno le fotografie tratte da “Senza Titolo” di Edoardo de Angelis (Bzd #5).

Per l’occasione faremo uscire una ristampa speciale di “Liberi il paradiso non ci serve” (Bzd #2) di Matias Biglieri, con testo a fronte in sardo campidanese, grazie allo splendido lavoro di traduzione di Claudio Casti.

Le sonorizzazioni di Alexia Robbio accompagneranno l’evento.

Vi aspettiamo dalle ore 17:00 in Via Nomentana 113

INGRESSO GRATUITO

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“L’unica moneta valida in questo mondo in bancarotta è ciò che scambi con un altro quando sei uno sfigato.”

https://www.youtube.com/watch?v=z6dCG1CzGOo

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“BiZed, l’etichetta di fanzine fondata da Matias Biglieri e Michela Zedda, ha uno scopo preciso: far tornare la fotografia alla sua originaria dimensione materiale. Un progetto dedicato a chi sente la necessità tattile di sfogliare e consumare usando gli occhi e la mente “come un nuovo spazio espositivo”.” #Funzilla Fest

In questi due anni abbiamo iniziato stampando i nostri lavori (L’obsoleto Futuribile, Liberi il paradiso non ci serve, Tevere) e proseguito pubblicando lavori di altri fotografi, muovendoci tra narrazioni e tecniche diverse tra loro (FraMe di Michela Midossi, Senza Titolo di Edoardo de Angelis, Cabl(in)es di Luca Marchesini).

Questo è il nostro primo esperimento editoriale, dalla forte impronta diy: fanzine per noi significa vivere la fotografia in maniera orizzontale, diretta e informale.
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“Liberos non si serbit su paradisu (Liberi il paradiso non ci serve)” è la ristampa aggiornata di BZD#2: un lavoro di Matias Biglieri sul Poetto, la principale spiaggia di Cagliari. Le foto descrivono un litorale ordinario e domestico, in antitesi con l’idea di avamposto vacanziero da consumare e prevaricare. Il movimento orizzontale del mare calmo richiama l’attitudine inclusiva e accogliente della spiaggia di Cagliari, che l’autore sceglie come simbolo di rinuncia consapevole alla scalata verso il paradiso, come ambientazione di un viaggio alla ricerca della libertà.
Liberos è fotografato interamente con macchinette a pellicola usa e getta: l’essenzialità e la povertà del mezzo annullano la distanza tra chi scatta e chi viene inquadrato, e replicano tecnicamente l’idea narrativa alla base del lavoro.
All’immediatezza visiva si aggiunge quella testuale grazie alla traduzione in sardo campidanese di Claudio Casti.

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“Senza titolo” di Edoardo de Angelis (bzd #5) vista da E.P.:

“La mancanza di narratività – introdotta dalla mancanza di titolo – dona impatto alla forza autonoma delle immagini. Attraversando squarci di Roma, e prediligendo zone sofferte quali Corviale, Edoardo racconta più che un semplice male di vivere, una sofferente scissione e frattura tra l’individuo e l’ambiente urbano in cui, gettato, si trova a vivere. E questo freddo distacco si fa geometria architettonica nelle foto di Edoardo, il sentimento, anche se fosse quello di scissione dal mondo, non è mai personale, ma è sempre saldamente radicato all’interno del sociale. Sociale che nella fotografia di Edoardo è rappresentato dalle geometrie architettoniche della città di Roma. Riesce con semplicità ed evitando trite e ritrite retoriche artistoidi e manieriste a raccontare se stesso attraverso la città che lo circonda. Perchè non siamo nulla se non lo spazio e le relazioni che ci formano e ci attraversano. E anche laddove si trovassero scorci di natura, il forte contrasto e l’illuminazione artificiale, li rende dei prodotti del mondo urbano, interni alla stessa claustrofobia della società, e non facile fuga in un romantico mondo altro. Edoardo, attraverso la sua mancanza di narratività e di presentazione, vuole lasciare alla sua arte la plurivocità di senso delle immagini, non chiuderle in gabbie didascaliche. Ed è quì la sua forza: equilibrio tra la violenza iconografica del bianco e nero e dei contrasti, ma freddo e sobrio distacco dello sguardo che si trova in un ambiente urbano ineluttabile ma allo stesso tempo non accettato.”

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Alexia Robbio è un progetto di Musica Elettronica Sperimentale nato nel 2012, ma il cui debutto ufficiale avviene solo nel 2017 con l’EP “Emotions” (con uscita congiunta per Agosta e Stirpe 999 Antilabel).
La ricerca del progetto è orientata alla fluidità tra i generi, infatti è tutt’altro che difficile scorgere elementi Idm (beat “decostruiti” e strane timbriche percussive).
Il tutto è incorniciato da concetti autobiografici ma che sono soprattutto universali e fanno appello alle diverse Scienze e Arti: il concetto è da intendersi solo come una cornice o al massimo come un collante per una storia che necessita di essere raccontata.
Il nuovo live si chiama “Transition”, una transizione tra il primo lavoro in studio e il prossimo (“Nostalghia”): le vecchie cose saranno mescolate alle nuove, con vari patterns di field recording,
bassa-fedeltà, alti turbamenti.

https://alexiarobbio.bandcamp.com/
https://www.facebook.com/Alexia-Robbio-1358094644238350/?epa=SEARCH_BOX

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Inferno Store subentra allo storico Hellnation, nel quartiere Nomentano, a gennaio 2018, con l’ottica di non tradire e di continuare il lavoro di ‘Robertò’ Gagliardi nello spirito e nell’attitudine. Negozio di vinili, cassette e cd con un occhio di riguardo per il do it yourself e le etichette indipendenti, nel corso del suo primo anno di vita Inferno ha avuto modo di ampliare la sua offerta culturale con fumetti, libri, magliette, stampe e poster, accessori e oggettistica di produzione artigianale e indipendente, e caratterizzandosi come spazio espositivo e performativo con mostre (l’ultima ‘Inferno, Canto I’ a cura di Rossana Calbi, con opere inedite di Infidel e Shone), live speciali, showcase, set acustici, dj set e presentazioni.

 

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